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venerdì 13 novembre 2015

Oggi alle 11, presentate alla stampa le linee guida per un nuovo welfare del M5S, alla presenza del Presidente della Commissione 5 e dell'assessore al sociale.

I cambiamenti sociali hanno interessato negli ultimi anni la società italiana, portando un progressivo aumento delle inefficienze degli enti locali, regionali e nazionali, lasciando il compito al legislatore di salvaguardare il welfare, abbandonandolo però sulla carta.

Tali trasformazioni socioeconomiche politiche fanno emergere nuove forme di povertà.
La Commissione della Comunità Europea, in diverse occasioni ha sottolineato la necessità che gli stati membri si adoperino per far convergere l'evoluzione dei singoli sistemi di protezione sociale verso i più generali obiettivi delle politiche economiche sociali indicati a livello comunitario.

In generale il welfare si basa su tre precisi pilastri.
1) Il servizio sanitario nazionale
2) L'assistenza
3) Il sistema di previdenza.

Oggi il movimento 5 stelle livornese, dopo diciassette mesi, presenta le “linee guida della rivoluzione livornese” sul welfare, tema delicato e attuale, sempre in crescente aumento. Crediamo che la ricerca di un sistema del welfare-to-work debba far parte di un sistema di sussidi senza rigidi limiti di durata, ma sono condizionati a una serie di obblighi che puntano proprio ad evitare che il beneficiante possa essere disincentivato dalla ricerca dell'occupazione.

La tendenza parte dal ridurre la povertà e l'unico modo di pensare oggi a un coordinamento delle politiche sociali a livello europeo, è quello di definire un livello minimo di prestazioni di assistenza sociale di ultima istanza.

I cambiamenti prefigurati dalla riforma dell’assistenza varata con la Legge 328 del 2000 investono l’assetto consolidato delle politiche italiane relative al settore socio-assistenziale nei suoi caratteri fondamentali, Regioni e comuni sono individuati come i livelli centrali del governo del nuovo sistema dei servizi e degli interventi sociali, in un’ottica di ulteriore localizzazione del welfare italiano.

Il Presidente Rossi, sicuramente saprà gestire il confronto con lo Stato per richiedere nella conferenza Stato/Regione l’individuazione delle somme idonee per garantire un welfare equo.

Per questo la rivoluzione verte sui punti istituiti dalla legge, ricordando al Presidente Rossi le promesse dalla Regione Toscana per creare il fondo delle Politiche Sociali ed emolumenti in base al citato articolo 24 della legge 328.

Il Decalogo è già partito con l’approvazione di alcune mozioni e altre che saranno presentate a breve, esse vertono su:

1) Abolizione della Società della Salute
2) Definire il finanziamento delle liveas
3) Redito di cittadinanza
4) Attuazione della quota sanitaria alle famiglie che curano a domicilio i disabili o anziani
5) Albo comunale delle badanti
6) Presa in carico del malato con l’ausilio del cargiver familiare
7) Solidarietà ed intervento sulle famiglie in difficoltà, con la creazione della famiglia su famiglia
8) Nomina del Garante della disabilità
9) Presa in carico Attiva (legge 104/92) tramite un protocollo con l’organismo competente
10) Inserimento all’interno dell’UVM la presenza vincolante di un rappresentante della persona in difficoltà, medico di famiglia, garante della disabilità
11) Emergenza abitativa con soluzioni appropriati sulla direttiva della legge 328

 

lunedì 9 novembre 2015

IL LIBERISMO PASSA DALLA «CRITICA SOCIALE» PER RAGGIUNGERE LA "DEMOCRAZIA".


“I sogni non sempre si realizzano. Ma non perché siano troppo grandi o impossibili. Perché noi smettiamo di crederci”.
Martin Luther King

Il ruolo del sindacato generalmente si attiva affinché il datore di lavoro rispetti la legge e i diritti dei lavoratori. Questo ad oggi sarebbe il ruolo più significativo del sindacato, quello dunque di diventare il garante dei diritti dei lavoratori e conseguentemente di intervenire per correggere o vigilare. 

Nei giorni scorsi però a Livorno alcuni sindacati hanno instillato ansie e preoccupazioni parlando di decisioni già prese dall’amministrazione in relazione a presunti tagli al personale in conseguenza ad emissioni di fantomatici bandi privi di clausole sociali e paventando eventuali sostituzioni di lavoratori delle cooperative sociali con personale volontario. Per la prima volta dunque dei sindacati hanno anticipato nel merito la trattativa senza mai aver ricevuto l’informativa o svolto alcuna concertazione sul tema dei bandi di gara. 

Tali timori hanno trovato prontamente ascolto da parte dei rappresentanti dell'amministrazione aprendo le porte del Comune a tutti i sindacati e ai lavoratori delle RSA e portando una ventata di “DEMOCRAZIA” che ha invaso la Sala Consiliare. 

Dopo ampia discussione e riflessione, l’assessore al sociale Ina Dhimgjini ha spiegato quali siano i criteri dei bandi di gara, confermando la presenza delle clausole sociali all’interno dei bandi passati e futuri e l'intento di eliminare ogni affidamento diretto creato nel passato con conseguente regolarizzazione dei servizi.

L'assessore ha confermato che mai questa amministrazione ha pensato di sostituire i lavoratori delle cooperative con volontari, ribaltando così le accuse dei sindacati.

I lavoratori hanno accolto favorevolmente l'intervento dell’assessore e hanno giustamente chiesto che tali promesse si trasformino in realtà, evidenziando così che l’intento di alcuni sindacati di terrorizzare i lavoratori fosse basato su motivazioni completamente infondate.
Alla fine i lavoratori hanno applaudito l'assessore al sociale dimostrando di essersi completamente ricreduti sulle opinioni negative create ad arte, valutando il buon lavoro effettuato in sede di commissione e riprendendo fiducia nelle istituzioni.

Ringraziamo tutti i presenti che hanno condiviso con noi una giornata positiva di confronto “democratico”, dimostrando dunque che solo attraverso il dialogo, la volontà e la partecipazione si possa giungere alla risoluzione dei problemi. Anche ieri dunque è stato messo un altro importante tassello per il raggiungimento di quegli obiettivi che la città ha dimostrato di voler portare a compimento dando fiducia a questa nuova amministrazione. 

Nei prossimi mesi sarà intrapreso un percorso tra le istituzioni, i sindacati e le organizzazioni datoriali per arrivare ad un protocollo di intesa il cui intento sarà quello di uniformare lo svolgimento dei bandi, regolarizzando gli affidamenti, salvaguardando i lavoratori e cercando inoltre delle strade per reinternalizzare i servizi tramite concorsi.

Quelli che fino a poco tempo fa sembravano sogni adesso sono concrete opportunità che si potranno realizzare con l’impegno, la volontà, la condivisione e la partecipazione da parte di tutta la cittadinanza.


domenica 25 ottobre 2015

Rifiuti un business con rischio di impresa a ZERO, ma non per i cittadini




Per comprendere il tema rifiuti, partiamo da un principio già in uso in altre aziende, per il privato il rischio di impresa sarà sempre ZERO. Per questo ogni perdita sarà a carico dei cittadini. 

Oggi noi paghiamo delle tasse alla azienda AAMPS, che comprende il costo globale dell’azienda (personale, mezzi, costi ecc ecc) e eventuali investimenti per migliorare il servizio, oltre alle perdite dovute per chi non paga il servizio. 

Se entra il privato, queste stesse condizioni rimarranno uguali, con l’aggiunta però del guadagno che il privato dovrà avere. 

Potremmo costruire la formula matematica partendo da: 

COSTI + INVESTIMENTI = TASSE 

passando a:

COSTI+INVESTIMENTI+GUADAGNO= TASSE 

(il guadagno sarà la somma di investimenti privati e guadagno che il privato deve ottenere dal suo investimento, che alla fine non è detto che ci metta denari). A tutte due le formule vanno aggiunti i mancati pagamenti degli utenti. 

Tutto ciò sarà possibile con le tasse dei cittadini che avranno sicuramente il solito servizio ma ad un prezzo maggiore. Invece dovremo cercare di migliorare il servizio con la internalizzazione, riportando l’azienda a ritornare a quando il servizio funzionava. Inoltre servirebbe l’obbligo di fornitura delle prestazioni a condizioni uguali su tutto il territorio e quello di perequazione delle tariffe”.

Il legislatore ha introdotto la scelta di un socio “imprenditore” privato di minoranza allo scopo di dare un apporto rilevante di un pubblico servizio. La volontà del legislatore sarebbe di mettere in evidenza che l’interesse non può escludere che l’amministrazione possa basarsi, nella scelta del socio, su generici apprezzamenti soggettivi e, comunque, di carattere fiduciario, perché ciò escluderebbe i principi di buona amministrazione e trasparenza dell’azione amministrativa”. 

Questo per evitare che si possa agevolare chi ha interessi di soggetti che fanno del rifiuto un business. Ma proprio perché si chiama socio imprenditore, si capisce che la volontà dell’imprenditore o di più soggetti privati, hanno la necessità di investire sapendo che in cambio avranno un utile.

domenica 27 settembre 2015

Ospedale. Verso un nuovo Accordo di Programma, tavolo tecnico aperto, ma non per tutti


Senza una struttura ospedaliera moderna è impensabile investire in attrezzature, indispensabili sia per diminuire i tempi delle prestazioni, sia per migliorare la qualità del sistema sanitario. La mancanza di una struttura ospedaliera all'altezza degli standard richiesti , dotata di adeguate diagnosi specialistiche o idonei percorsi terapeutici, danneggerebbe molto la nostra città. 

E’ fondamentale potenziare e difendere i reparti, in particolare quelli di pneumologia, dermatologia, neurochirurgia e neuroradiologia non dimenticando certo la diagnostica neurochirurgica, neurologica ..etc così come devono essere mantenute, valorizzate e innovate le specialistiche già esistenti. Ridurre le specializzazioni, a fronte di una sanità ad intensità di cura, con operatori teoricamente capaci di occuparsi di ogni tipo di patologia, significherebbe risparmiare nell’immediato, ma in realtà spingere sempre più i cittadini livornesi a rivolgersi verso altre Aziende Ospedaliere (come la AOUP di Pisa), ma soprattutto verso i privati, che potranno garantire risposte specialistiche e non generiche alle loro aspettative. Invece dobbiamo assolutamente invertire la tendenza, combattendo l' "emigrazione sanitaria"e offrendo al contempo servizio e risposte adeguate . 

Su questi temi, si è svolto un confronto nell'ultima seduta del consiglio comunale, dove è stato trattato anche l’assetto strutturale dell’ospedale. Negli ultimi giorni molti interventi sono stati fatto sui giornali da parte di illustri personaggi, desiderosi di mettere in campo il peso delle loro posizioni soprattutto politiche. Tra i vari interventi spicca quello del sindaco di Collesalvetti, amministratore di un comune che potremmo paragonare, per numero di abitanti, ad un quartiere di Livorno, che vorrebbe decidere, insieme al sindaco di Livorno, l'ubicazione di un possibile nuovo ospedale livornese; non possiamo che sorridere per la (non richiesta) attenzione che ci sta riservando!

Forse il sindaco Bacci non ha ancora compreso, o vuol far finta di non comprendere, la distanza che ci divide rispetto al suo modello di sanità che va verso il prototipo di intensità di cura, modello, proposto dal governo e seguito dal Presidente della Regiona, che non rende affatto partecipi i lavoratori del settore sanitario, ma che ha come scopo principale quello di realizzare una intensità di risparmio. Il PD che egli rappresenta, ha condiviso la legge 158/2012 conosciuta col nome di legge Balduzzi, che ha provocato ricadute in termini di tagli di posti letto, insieme alla legge regionale, portando dai 1000 posti letto, a meno di 400, pari al 2,9 % ogni mille abitanti. Per capire la differenza, per la media nazionale, i posti letto dovrebbero essere 3,7 % ogni 1000 abitanti, di cui 0,7 dedicato alla riabilitazione e alla lungodegenza e il 3 ‰ per gli acuti. Le regioni si devono dunque riorganizzare e la Toscana, con le politiche di Rossi, avrà la più bassa media dei posti. 

Il sopra citato sindaco mette in allarme i cittadini facendo riferimento al fatto che Livorno potrebbe diventare il buco nero della sanità toscana, forse confondendsi con il buco di 250 milioni della sanità di Massa che le varie USL stanno ripianando con i tagli. Il PD insiste nel costruire un ospedale nuovo, nella periferia della città, ma non specifica la quantità di soldi pubblici che dovrebbero essere messi in campo, omettendo anche il fatto che i privati saranno finanziati ( con denaro pubblico) attraverso la pratica del project-financing, da noi demonizzata perché colpevole di consegnare tutti i servizi pubblici al gestore privato. 

Il sindaco colligiano prosegue affermando che vorrebbe prendere come esempio gli ospedali di Massa, Versilia, Pisa, ma anche Cecina, considerandoli moderni, ospedali dove la privacy e il rispetto per degenti e pazienti vengono osservate, ma non comprende che al cittadino non servono solo la privacy o il rispetto per ristabilirsi da una malattia, ma necessita soprattutto delle adeguate cure specialistiche affinché ogni intervento vada a buon fine. 

Per queste ragioni risulta per noi difficile sedersi ad un tavolo con coloro che rappresentano il disastro della sanità livornese e che tardivamente sembrano accorgersi degli errori compiuti, tanto da farci chiedere dove fossero fino a ieri tutti questi pseudo politici! Il sindaco Nogarin ieri ha affermato: “Un passaggio di grande soddisfazione nel quadro del nostro programma di mandato”. Questo è un pensiero che noi condividiamo appieno sul tema ospedale. Pochi giorni fa, è iniziato un percorso che ha visto coinvolto il sindaco Nogarin e l’assessore regionale alla Sanità Saccardi, dal cui incontro è emersa la volontà del Comune di procedere alla revisione dell’Accordo di Programma del 2010, sottolineando ancora una volta la volontà di non realizzare un nuovo ospedale a Montenero. 

Per questo è stato siglato un atto in cui “si rende necessario procedere ad assumere i provvedimenti finalizzati alla revoca dell’Accordo di Programma 2010 e atti collegati per avviare contestualmente la procedura per un nuovo Accordo di Programma sulla materia”. Nel primo atto di accordo, il prossimo 23 ottobre, sarà avviato il percorso teso alla stesura di un nuovo Accordo di Programma, sarà intrapreso uno studio per ristrutturare i padiglioni e inizierà un processo di analisi volto allo sfruttamento di eventuali spazi superflui. Occorre inoltre trovare adeguate soluzioni per migliorare la transitabilità, per velocizzare i mezzi in transito e per migliorare l’attuale situazione dei parcheggi. Lo stesso giorno dell’accordo in Regione, in consiglio comunale venivano tracciate le basi del percorso per riqualificare l’ospedale di Livorno e riconsegnare alla città una struttura che sarà in futuro rimessa a nuovo. 

La comunicazione dell’incontro in Regione e la presa di posizione della maggioranza, ha spiazzato le opposizioni che si sono rese protagoniste di interventi spesso inconsistenti e privi di argomentazioni reali, talvolta non nascondendo il desiderio di salire sul carro dei vincitori. Ma il M5S, non si è fatto intimidire ed ha presentato un atto di indirizzo, chiedendo una rinegoziazione dell’Accordo di Programma fatto dalla precedente amministrazione nel Maggio del 2010, chiedendo di avviare il percorso previsto dal mandato elettivo. Dopo questo primo passo, nella mozione presentata , si richiedevano le motivazioni che hanno portato la USL a dismettere l’unità interna di sterilizzazione dei ferri dopo la presentazione della stima sulla riattivazione di oltre 10 milioni con ammortamento di circa 1 milione ad anno.

Questa spesa ritenuta eccessiva, aveva fatto propendere per una esternalizzazione verso altre AO, inizialmente verso l’ospedale di Viareggio al costo di oltre un milione di euro all'anno e successivamente verso l’AO di Pisa al costo di seicentomila euro annue. La richiesta di internalizzare il servizio nella vecchia struttura, potrà avvenire solo dopo un bando di gara che m, dalle stime, sembra non superare i 5 milioni di euro per gli strumenti nuovi. 

L’internalizzazione del servizio, avrà una ricaduta economica positiva con il conseguente abbassamento dei costi che si ridurrebbero a quattrocentomila euro l’anno, producendo risparmio al bilancio della USL e assicurando un servizio sicuramente migliore agli utenti. Nell’atto non è stato tralasciato certo il problema dei tempi per potere usufruire di una visita o di un esame specialistico e delle attese al Pronto Soccorso; di fatto è stata chiesta una relazione trimestrale per avviare successivamente un confronto con la USL. 

Per questo siamo certi che si avvierà, dopo la nostra richiesta, un percorso di revisione del piano sui distretti sanitari e uno studio circa i posti letto ospedalieri per riportarli in linea con la media regionale.



martedì 11 agosto 2015

La società ha necessità di fermarsi e di interrogarsi per ritrovare se stessi.



Le mie parole saranno come il polline di un fiore, andranno a depositarsi in alcuni fiori, ma non avranno la forza di collocarsi su tutti i fiori. Ma se ogni fiore, riuscisse a trasmettere positivamente il proprio polline, forse un giorno avremo la copertura totale dei campi.


La società che stiamo vivendo si è trasformata negli ultimi anni, passando da una società patriarcale, ad una società globale. Oggi abbiamo una vita frenetica, sempre alla rincorsa dell’ultimo cellulare, del numero dei tatuaggio per esprimere il proprio essere, ma che in realtà è diventato un status symbol, dell’auto sempre più voluminosa, del viaggio nei paesi esotici, nel cambiare l’abbigliamento tutti i giorni per poi buttarlo via a fine stagione. 


Tutto questo ci ha fatto perdere i valori della vita, della solidarietà, della socializzazione, del rapporto tra vicini di casa. La globalizzazione ha portato evidenti squilibri economici, ma anche culturali, facendo fatica a evolversi verso il domani. Nella globalizzazione, sono inseriti anche gli individui e non solo gli oggetti o l’economia; oggi vediamo persone che lasciano o scappano dalla loro vita quotidiana, persone di tutte le età, bambini, donne, ragazzi che evadono dalla dura realtà per invadere popoli culturalmente distanti da loro. 


Affrontano il mare nelle barche dal destino sconosciuto, tanti riescono ad arrivare sulla terra, ma tanti vedono la loro fine prima del tempo, purtroppo la morte con quella maledetta falce, non guarda in faccia se la vittima è un bimbo, un ragazzo, una donna, non fa distinzione alcuna; verrebbe voglia di dire che la morte è la più democratica, se non fosse che in gioco ci fossero delle vite umane.


Ma la nuova società, quella che dalla frenesia della vita che ci fa scordare i figli nell’auto, quella che ci fa lasciare che i figli a 16 anni muoiano di droga lontani chilometri da casa, quella che ci fa lasciare i cani sull’autostrada perché ingombrano la loro esistenza sperando che un giorno non abbandonino i figli, è la stessa che sta continuamente protestare contro chi cerca una speranza di vita. 


Quella foto con il cellulare in mano potrebbe essere di chiunque, sicuramente è di una persona umana globalizzata, per questo non dobbiamo guardare i confini invisibili all’occhio umano che ci separa noi da gli altri, impariamo a non differenziare i popoli e le persone, ma accettiamoli e aiutiamoli nell’integrazione. 


E’ vero, sono tante persone, non abbiamo lavoro per tutti, non abbiamo case da poterli consegnare, ma possiamo dargli un po’ della nostra serenità, farli sentire accolti affinché si possano integrare, solidarizzando lasciando un pezzetto del nostro benessere.


Pensiamo se in quella foto ritraesse nostra figlia o figlio che si fosse allontanata/o per cercare fortuna o per scappare dalla guerra e invece non è riuscita/o a raggiungere la meta ambita; come ci dovremmo sentire senza potergli più parlargli, vederlo, toccarlo? Leviamo veramente i confini dalla nostra testa, eliminiamo i preconcetti, iniziamo a pensare che siamo tutti della stessa pelle, della stessa razza; iniziamo a comprendere che se casca un aereo con 200 persone decedute, non dobbiamo tirare un sospiro di sollievo nel sapere che non c’è nemmeno un italiano a bordo, perché sono sempre 200 persone di famiglia, sempre 200 persone umane che hanno lasciato nella disperazione qualche mamma, qualche padre o figlio o moglie.


Sicuramente in quella foto, quel cittadino aveva pochi soldi, nessuna valigia, quindi senza vestiti, forse aveva con se alcune fotografie della sua famiglia, unico legame con la famiglia. 


Questo mi fa ricordare quando, durante il terremoto dell’Aquila, le persone ti facevano andare in casa per recuperare alcune foto, segno dell’attaccamento alle proprie origini che nel momento di difficoltà, ti davano speranza.


Ma in quel barcone della non speranza, non era solo, ma era venuto in compagnia di altri corpi ora stesi come lui sulla spiaggia, alcuni con un documento, altri senza nessun nome. Forse divenuti amici nel tragitto della morte.


Mi immagino quando gli italiani andarono in guerra ad occupare alcune terre di questi sconosciuti, dove alcuni ritornarono, ma in tanti ci morirono; alcuni di questi ragazzi rimasero senza nome, messi in una tomba dove nessuno potrà piangere il proprio caro perché ignoto, ma questi avevano un destino già segnato dagli eventi.


Simile l’epilogo ma diverso nelle cause, questa persona rimarrà sconosciuta per le autorità, rimarrà sconosciuta per i parenti che non la vedranno più; ma è questa la società che vogliamo? Una società egoista, una società sempre di corsa all’ultimo modello di cellulare? Una politica che racconta soluzioni ad ogni evento luttuoso? Sinceramente mi ci vedo poco, forse è veramente l’ora di fermarci e pensare a tutti noi non come fratelli, ma come persone umane.




martedì 7 luglio 2015

Mafia capitale, la punta di un sistema corrotto.


60 miliardi è il costo della piaga della corruzione, dove la società civile paga salato il conto.
La politica si è trasformata da passione sociale, ad un mero lavoro con gravose indennità, generosi vitalizi, immunità se indagati.

In questi giorni c’è stato un forte dibattito sul tema, proposto dai consiglieri del Comune di Livorno, di trasmettere alle scuole il film di Sabina Guzzanti su “la trattativa”, tema di attualità con gli ultimi scandali di mafia capitale.

L’acceso dibattito che si è aperto alla discussione ha evidenziato come tutti i classici partiti siano implicati con gli scandali di illegalità, corruzione, malaffare, fenomeni ancora notevolmente presenti nel Paese e le cui dimensioni, presumibilmente, sono di gran lunga superiori a quelle che vengono, spesso faticosamente, alla luce.

La politica si allontana dai bisogni dei cittadini e i cittadini si stanno allontanando dalla politica, difficile colmare questo vuoto, fino a quando la politica non farà un atto di responsabilità morale al suo interno.

Come disse Berlinguer negli anni 80, dieci anni prima di tangentopoli, i partiti hanno lottizzato tutto, inserendo i propri uomini nelle istituzioni locali, regionali, nelle banche, nella RAI, nei giornali, nelle sedi pubbliche come scuola, sanità e istituti culturali.
I partiti si sono trasformati in macchine di potere e di clientelismo e ogni giorno qualcuno è indagato dalla magistratura, ma fino ad oggi in pochi pagano.

I partiti hanno al loro interno centinaia di indagati o condannati, ma nessuno di loro prende provvedimenti forti per pulire l’immagine della politica, anzi emanano leggi che favoriscono l’immunità.

Voto di scambio politico-mafioso, truffa aggravata ai danni dello Stato, peculato, istigazione alla corruzione, consulenze ingiustificate, scandali come l’expò o il Mose di Venezia, associazione a delinquere, riciclaggio, peculato e truffa, abuso d’ufficio patrimoniale sono alcuni dei reati che coinvolgono i politici, che la stessa politica difende.

Chiediamo ai cittadini di dare in futuro dei forti segnali alla politica, dobbiamo legare la parola ONESTA’, al nome dei partiti, basta essere garantisti, la politica non è un lavoro, ma una missione per risolvere i problemi dei cittadini che sono i nostri datori di incarico. 

Chi oggi è alla base dei partiti, sicuramente sarà pulito, ma proprio perché crediamo nell’onestà di queste persone, dovrebbero fare il grande passo di abbandonare i partiti che oggi rappresentano l’illegalità, la corruzione.

Onestà, lealtà, rettitudine, sincerità, vengono espressi in base a principi morali ritenuti universalmente validi, astenendosi da azioni riprovevoli, ma chi permette che ciò avvenga ne è complice. 

Proprio partendo dalle scuole, possiamo infondere negli studenti l'onestà e la moralità all'interno della società civile, informare per non degenerare. 

ONESTA’ ONESTA’ ONESTA’ ONESTA’ ONESTA’ ONESTA’ ONESTA’ ONESTA’ ONESTA’ ONESTA’ ONESTA’ ONESTA’ ONESTA’ ONESTA’ ONESTA’ ONESTA’ ONESTA’ ONESTA’

mercoledì 3 giugno 2015

ELEZIONI REGIONALI UN FATTO STRANO


Nel momento in cui si svolgono le elezioni, vengono esaminate valutazione da parte dei partiti, per poi programmare il futuro politico. Rossi ha corso più velocemente tagliando per primo il traguardo, nonostante il PD non sia più un partito di sinistra, può ringraziare l’astensionismo e la legge elettorale toscana che riporta il limite del 40% nel primo turno. Questo è il volere popolare e non possiamo metterlo in dubbio, ma abbiamo il dovere di capire dagli errori, se ci sono stati, sul miglior metodo per organizzare il futuro.

Possiamo rilevare che il M5S, dopo un anno di governo cittadino, ha avuto trend elettorale determinato da un dato percentuale del 22% superiore alle medie nazionali, nonostante la nostra inesperienza politica potesse essere un ostacolo, ma premiando l’onestà e la volontà nel risolvere le difficoltà.

Analizzando altri partiti, notiamo un calo del 6,57% per il PD e un calo del 2,3% di FI.
Possiamo osservare anche la percentuale negativa della sinistra, ma difficilmente possiamo rapportarla con i dati comunali-regionali precedenti per l’assenza del simbolo, ma individuato all'interno di altri contesti politici. 


L’astensionismo ha giganteggiato nello scenario elettorale, spostando la volontà del 50% di elettori a scegliere la vacanza del voto, determinata dalla scelta scellerata del governo di inserire la data durante un ponte festivo; il dato importante e da non sottovalutare circa l’insofferenza dei cittadini, evidenzia come i partiti non siano ancora riusciti a catturare l’elettorale dormiente. 

Ai classici partiti, non interessa capire le motivazioni del mancato voto, a loro interessa solo governare e il non voto non influenzerà gli equilibri. Per questo i dati vengono inseriti ad una posizione meramente statistica, mentre i delusi aumenteranno, servirà una strategia idonea per riconquistarli, partendo dalla possibilità di coinvolgerli nella partecipazione della vita comunale attivamente e non passivamente come avveniva in passato.

Un dato importante è stato il voto al partito di Salvini, le uova lanciate durante la campagna elettorale hanno amplificato la notorietà del personaggio, aiutato dal malessere che i cittadini stanno vivendo quotidianamente.

Ma come sempre, la memoria si ferma sempre nel breve periodo, scordandosi del passato e facendo sparire alcuni concetti, come “Roma ladrona”, per poi scoprire lo scandalo Belsito o la laurea presa in Albania da parte di Bossi junior, o scordandoci di personaggi come Borghezio personaggio della destra estrema.

Nessuno ricorda che è lo stesso partito alleato con Berlusconi per diverse legislature, contribuendo a portare l’Italia all’attuale disastro economico.


Il M5S, dovendo governare la città, ha l’obbligo di pensare al futuro valutando le strategie da adottare, seguendo i progetti e le indicazioni del nostro mandato per non deludere i cittadini. Invitiamo coloro che scelgono l’astensione come forma di protesta o di rassegnazione verso la politica, a contattare i consiglieri del M5S per confrontarsi sui temi e chiarendo il lavoro all’interno del Comune senza pregiudizi, ma ascoltando i suggerimenti da parte dei cittadini.